06/08/2003
Alone
Edgar Allan Poe, oltre ai famosi racconti, ha scritto anche splendide poesie. Altrove ne ho già pubblicato una, con relativa traduzione. Questa è un'altra che mi è sempre piaciuta:Fin dall'infanzia, io già non ero Come gli altri erano, nè vedevo Come gli altri vedevano. Mai Derivai da una comune fonte Le mie passioni - né mai, Da quella stessa, i miei affanni. Nè la gioia al mio cuore Io ridestavo in accordo con altri. Tutto quello che amai, io l'amai da solo. Allora - in quell'età - nell'alba D'una vita tempestosa - fu derivato Da ogni più oscuro abisso di bene e male Il mistero che ancora m'avvince - Dai torrenti e dalle sorgenti - Dai rossi picchi dei monti - Dal sole che mi ruotava intorno Nelle sue dorate tinte autunnali - Dal fulmine nel cielo Che balenava su di me- Dal tuono e dalla tempesta - E dalla nuvola che assumeva la forma (mentre era azzurro il resto del Cielo) D'un demone alla mia vista.
Come sempre, nella traduzione è difficile rendere le sfumature di significato (ad esempio nel penultimo verso il doppio significato di Heaven -> cielo/paradiso) ed altre sottigliezze, e soprattutto rendere il metro e il ritmo dell'originale, soprattutto con un autore come Poe. Spero sarete indulgenti.
