29/08/2003

Dunkle Augen

Una breve ma intensa poesia di Herman Hesse, con traduzione e alcune note biografiche in calce.
Dunkle Augen Herman Hesse (1877 - 1962)
Ist heut in dieser heißen Nacht Süß wie ein Duft von fremden Blumen Zu heißem Leben aufgewacht. Mein Heimweh und meine Liebe Und all mein Glück und Mißgeschick Steht wie ein stummes Lied geschrieben In deinem dunklen Märchenblick. Mein Heimweh und meine Liebe, Der Welt und allem Lärm entflohn, Hat sich in deinen dunklen Augen Erbaut einen heimlichen Königsthron.
Occhi Scuri
Oggi in questa notte calda dolce come il profumo di fiori esotici, svegliati ad una vita che scotta. La mia nostalgia ed il mio amore e tutta la mia fortuna e sfortuna è scritta come una muta canzone nel tuo sguardo oscuro da fiaba. E la mia nostalgia ed il mio amore, sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore, si è costruito nei tuoi occhi oscuri un segreto trono da re.
Herman Hesse, nacque a Calw, nel Württemberg, il 2 luglio 1877. Abbandonati gli studi teologici, lavorò come meccanico e poi come libraio; nel 1904 si stabilì sul lago di Costanza, dedicandosi all'attività letteraria. Nel 1911 compì un lungo viaggio in India. Nel 1921 prese la cittadinanza svizzera. Il romanzo che lo rivelo' fu Peter Camenzind (1904), una storia pervasa di idillica malinconia, cui seguirono Sotto la ruota (Unterm Rad, 1906) e diversi volumi di novelle. Gli avvenimenti della prima guerra mondiale produssero in lui una violenta crisi, accentuando la sua tendenza all'introspezione. Si accostò alla psicanalisi e introdusse nei suoi libri nuovi e più maturi elementi di critica sociale (Demian, 1919). Nel 1920 scrisse L'ultima estate di Klingsor, cui seguirono i romanzi Siddharta (1922) frutto del confluire delle esigenze spirituali di Hesse verso il pensiero religioso dell'India, Il lupo della steppa (1927) e Narciso e Boccadoro (1930). Nel 1943 uscì la sua opera più vasta e ambiziosa, il romanzo "Il gioco delle perle di vetro" (Das Glasperlenspiel): in una vicenda fantastica, fortemente influenzata dalle antiche filosofie orientali, Hesse riassume le sue inquietudini spirituali e le sue ricerche religiose e offre la visione utopistica di una comunita' spirituale in cui si realizza una sintesi tra pratica ascetica e vita attiva. Nel 1946 Hesse ricevette il Premio Goethe della città di Francoforte ed il Premio Nobel per la letteratura. Morì per un colpo apoplettico il 9 agosto del 1962. L'opera di Hesse, in qualche modo complementare a quella del suo grande coetaneo Thomas Mann, esprime, in una prosa classicamente composta, ma ricca di accensioni liriche, una vasta, articolata dialettica tra sensualità e spiritualità, ragione e sentimento. Il suo interesse per le componenti irrazionalistiche del pensiero e per certe forme del misticismo orientale anticipa, sotto vari aspetti, gli atteggiamenti delle ultime avanguardie statunitensi ed europee e spiega la nuova fortuna che i suoi libri hanno trovato presso le giovani generazioni successive.
di Gilgamesh at 12:59:19 12 Commenti

28/08/2003

Famous Blue Raincoat

Una bella canzone di Leonard Cohen, autore canadese piuttosto noto tra gli appassionati e al quale sono state dedicate molte cover. Insieme a "Suzanne" questo è forse il suo brano più famoso, dall'album "Songs of Love and Hate".
Famous Blue Raincoat / Leonard Cohen It's four in the morning, the end of december I'm writing you now just to see if you're better New York is cold but I like where I'm living There's music on Clinton Street all thru the evening. I hear that you're building your little house deep in the desert You're living for nothing now I hope you're keeping some kind of a record Yes and Jane came by with a lock of your hair She said that you gave it to her That night that you planned to go clear Did you ever go clear? The last time we saw you, you looked so much older Your famous blue raincoat was torn at the shoulder You'd been to the station to meet every train You came home alone without Lili Marlene. And you treated my woman to a flake of your life And when she came back she was nobody's wife Well, I see you there with a rose in your teeth One more thin gypsy thief Well, I see Jane's awake She sends her regards. And what can I tell you my brother, my killer What can I possibly say I guess that I miss you, I guess I forgive you I'm glad you stood in my way. If you ever come by here for Jane or for me Your enemy is sleeping, and his woman is free Yes, and thanks for the trouble you took from her eyes I thought it was there for good so I never tried. And Jane came by with a lock of you hair She said that you gave it to her That night that you planned to go clear -- Sincerely, L. Cohen
Sono le quattro del mattino, alla fine di dicembre ti sto scrivendo ora giusto per vedere se stai meglio New York è fredda ma mi piace dove vivo C'è musica giù in Clinton Street per tutta la sera. Ho sentito che stai costruendo la tua casetta in pieno deserto Stai vivendo per nulla ora, spero tu stia tenendo qualche tipo di diario Si, e Jane venne con una ciocca dei tuoi capelli Disse che gliel'avevi data Quella notte che progettavi di chiarire Hai mai chiarito? L'ultima volta che ti abbiam visto, sembravi tanto invecchiato il tuo famoso impermeabile blu gettato sulla spalla Eri stato alla stazione ad aspettare ogni treno Sei venuto a casa solo senza Lili Marlene. E hai ridotto la mia donna a un fiocco della tua vita E quando lei è ritornata era la moglie di nessuno Bene, ti vedo là con una rosa tra i denti Un altro magro ladro gitano Bene, vedo che Jane è sveglia Ti manda i suoi saluti. E cosa posso raccontarti, fratello mio, mio assassino Cosa posso assolutamente dire Penso che tu mi manchi, penso di averti perdonato Sono contento tu abbia incrociato la mia strada. Se tu sei mai venuto qui per Jane o per me Il tuo nemico dorme, e la sua donna è libera Si, e grazie per la pena che hai tolto dai suoi occhi Io pensavo fosse là per un buon motivo così non ho mai tentato E Jane venne con una ciocca dei tuoi capelli Disse che gliel'avevi data Quella notte che progettavi di chiarire -- Cordialmente, L. Cohen

Ne esistono molte interpretazioni, ma continuo a preferire l'originale. Se eventualmente voleste anche ascoltarla, la trovate qui.
di Gilgamesh at 11:08:45 4 Commenti

25/08/2003

Un po' di Goethe non fa mai male

Ritorno oggi dalle ferie, scusate il mancato avviso di latitanza, ma mi è proprio mancato il tempo di aggiornare, tra l'altro dovrei ancora sistemare links, template e un po' di cosette.
Per farmi perdonare, una graziosa poesia del grande Wolfgang, con al seguito traduzione dal tedesco per i non germanisti :o)
Woher sind wir geboren? Woher sind wir geboren? Aus Lieb. Wie wären wir verloren? Ohn Lieb. Was hilft uns überwinden? Die Lieb. Kann man auch Liebe finden? Durch Lieb. Was läßt nicht lange weinen? Die Lieb. Was soll uns stets vereinen? Die Lieb.
Da dove siamo nati? Da dove siamo nati? Dall'amore. Come saremmo perduti? Senza amore. Cosa ci aiuta a superarci? L'amore. Si può trovare anche l'amore? Con amore. Cosa abbrevia il pianto? L'amore. Cosa deve unirci sempre? L'amore.
Nato nel 1749 a Francoforte, Goethe morì nel 1832 a Roma, città da lui molto amata. Napoleone gli conferì nel 1808 la Legion d'Onore. Note biografiche più complete le trovate, volendo qui. A presto.
di Gilgamesh at 20:15:59 4 Commenti

07/08/2003

Es como una marea..

Pablo Neruda ha scritto molte splendide poesie. Mi sono già cimentato, circa un mese fa con un altra poesia dello stesso autore, "Siento tu ternura..", ora ho trovato questa, gradevolissima e ugualmente sensuale:
ES COMO UNA MAREA... Pablo Neruda (1904-1973)
Es como una marea, cuando ella clava en mí sus ojos enlutados, cuando siento su cuerpo de greda blanca y móvil estirarse y latir junto al mío, es como una marea, cuando ella está a mi lado. He visto tendido frente a los mares del sur, arrollarse las aguas y extenderse inconteniblemente, fatalmente en las mañanas y al atardecer. Agua de las resacas sobre las viejas huellas, sobre los viejos rastros, sobre las viejas cosas, agua de las resacas que desde las estrellas se abre como una ínmensa rosa, agua que va avanzando sobre las playas como una mano atrevida debajo de una ropa, agua internándose en los acantilados, agua estrellándose en las rocas, agua implacable como los vengadores y como los asesinos silenciosa, agua de las noches siniestras debajo de los muelles como una vena rota, como el corazón del mar en una irradiación temblorosa y monstruosa. Es algo que me lleva desde adentro y me crece inmensamente próximo, cuando ella está a mi lado, es como una marea rompiéndose en sus ojos y besando su boca, sus senos y sus manos. Ternura de dolor, y dolor de imposible, ala de los terribles deseos, que se mueve en la noche de mi carne y la suya con una aguda fuerza de flechas en el cielo. Algo de inmensa huida, que no se va, que araña adentro, algo que en las palabras cava tremendos pozos, algo que, contra todo se estrella, contra todo, como los prisioneros contra los calabozos! Ella, tallada en el corazón de la noche, por la inquietud de mis ojos alucinados: ella, grabada en los maderos del bosque por los cuchillos de mis manos, ella, su goce junto al mío, ella, sus ojos enlutados, ella, su corazón, mariposa sangrienta que con sus dos antenas de instinto me ha tocado! No cabe en esta estrecha meseta de mi vida! Es como un viento desatado! Si mis palabras clavan apenas como agujas debieran desgarrar como espadas o arados! Es como una marea que me arrastra y me dobla, es como una marea, cuando ella está a mi lado
COME UNA MAREA ...
È come una marea, quando lei fissa su me i suoi occhi neri, quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile tendersi e palpitare presso il mio, è come una marea, quando lei è al mio fianco. Disteso davanti ai mari del Sud ho visto arrotolarsi le acque ed espandersi incontenibilmente fatalmente nelle mattine e nei tramonti. Acqua delle risacche sulle vecchie orme, sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose, acqua delle risacche che dalle stelle s'apre come una rosa immensa, acqua che va avanzando sulle spiagge come una mano ardita sotto una veste, acqua che s'inoltra in mezzo alle scogliere, acqua che s'infrange sulle rocce, e come gli assassini silenziosa, acqua implacabile come i vendicatori acqua delle notti sinistre sotto i moli come una vena spezzata, o come il cuore del mare in una irradiazione tremante e mostruosa È qualcosa che dentro mi trasporta e mi cresce immensamente vicino, quando lei è al mio fianco, e come una marea che s'infrange nei suoi occhi e che bacia la sua bocca, i suoi seni, le mani. Tenerezza di dolore e dolore d'impossibile, ala dei terribili che si muove nella notte della mia carne e della sua come un'acuminata forza di frecce nel cielo. Qualcosa d'immensa fuga, che non se ne va, che graffia dentro, qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi, qualcosa che, contro tutto s'infrange, contro tutto, come i prigionieri contro le celle! Lei, scolpita nel cuore della notte, dall'inquietudine dei miei occhi allucinati, lei, incisa nei legni del bosco dai coltelli delle mie mani, lei, il suo piacere unito al mio, lei, gli occhi suoi neri, lei, il suo cuore, farfalla insanguinata che con le due antenne d'istinto m' ha toccato! Non sta in questo stretto altopiano della mia vita! È come un vento scatenato! Se le mie parole trapassano appena come aghi dovrebbero straziare come spade o come aratri! È come una marea che mi trascina e mi piega, è come una marea, quando lei è al mio fianco!
Per le note biografiche, rimando al link iniziale. Dedicata a chi ancora non è in vacanza.
di Gilgamesh at 10:43:20 7 Commenti

06/08/2003

Alone

Edgar Allan Poe, oltre ai famosi racconti, ha scritto anche splendide poesie. Altrove ne ho già pubblicato una, con relativa traduzione. Questa è un'altra che mi è sempre piaciuta:
ALONE Edgar Allan Poe (1809-1849) From childhood's hour I have not been As others were; I have not seen As others saw; I could not bring My passions from a common spring. From the same source I have not taken My sorrow; I could not awaken My heart to joy at the same tone; And all I loved, I loved alone. Then- in my childhood, in the dawn Of a most stormy life- was drawn From every depth of good and ill The mystery which binds me still: From the torrent, or the fountain, From the red cliff of the mountain, From the sun that round me rolled In its autumn tint of gold, From the lightning in the sky As it passed me flying by, From the thunder and the storm, And the cloud that took the form (When the rest of Heaven was blue) Of a demon in my view. (1830)
Fin dall'infanzia, io già non ero Come gli altri erano, nè vedevo Come gli altri vedevano. Mai Derivai da una comune fonte Le mie passioni - né mai, Da quella stessa, i miei affanni. Nè la gioia al mio cuore Io ridestavo in accordo con altri. Tutto quello che amai, io l'amai da solo. Allora - in quell'età - nell'alba D'una vita tempestosa - fu derivato Da ogni più oscuro abisso di bene e male Il mistero che ancora m'avvince - Dai torrenti e dalle sorgenti - Dai rossi picchi dei monti - Dal sole che mi ruotava intorno Nelle sue dorate tinte autunnali - Dal fulmine nel cielo Che balenava su di me- Dal tuono e dalla tempesta - E dalla nuvola che assumeva la forma (mentre era azzurro il resto del Cielo) D'un demone alla mia vista.

Come sempre, nella traduzione è difficile rendere le sfumature di significato (ad esempio nel penultimo verso il doppio significato di Heaven -> cielo/paradiso) ed altre sottigliezze, e soprattutto rendere il metro e il ritmo dell'originale, soprattutto con un autore come Poe. Spero sarete indulgenti.
di Gilgamesh at 19:25:56 Commenta:

01/08/2003

La Chanson des vieux amants

Ho trovato qualche giorno fa questa canzone di Jacques Brel, e visto il persistere dei problemi dall'altra parte, la pubblico qua, spero vi piaccia com'è piaciuta a me:
La chanson des vieux amants (Jacques Brel 1929-1977)
Bien sûr, nous eûmes des orages Vingt ans d'amour, c'est l'amour fol Mille fois tu pris ton bagage Mille fois je pris mon envol Et chaque meuble se souvient Dans cette chambre sans berceau Des éclats des vieilles tempêtes Plus rien ne ressemblait à rien Tu avais perdu le goût de l'eau Et moi celui de la conquête {Refrain:} Mais mon amour Mon doux mon tendre mon merveilleux amour De l'aube claire jusqu'à la fin du jour Je t'aime encore tu sais je t'aime Moi, je sais tous tes sortilèges Tu sais tous mes envoûtements Tu m'as gardé de pièges en pièges Je t'ai perdue de temps en temps Bien sûr tu pris quelques amants Il fallait bien passer le temps Il faut bien que le corps exulte Finalement finalement Il nous fallut bien du talent Pour être vieux sans être adultes {Refrain} Oh, mon amour Mon doux mon tendre mon merveilleux amour De l'aube claire jusqu'à la fin du jour Je t'aime encore, tu sais, je t'aime Et plus le temps nous fait cortège Et plus le temps nous fait tourment Mais n'est-ce pas le pire piège Que vivre en paix pour des amants Bien sûr tu pleures un peu moins tôt Je me déchire un peu plus tard Nous protégeons moins nos mystères On laisse moins faire le hasard On se méfie du fil de l'eau Mais c'est toujours la tendre guerre
Certo ci fu qualche tempesta anni d'amore alla follia. Mille volte tu dicesti basta mille volte io me ne andai via. Ed ogni mobile ricorda in questa stanza senza culla i lampi dei vecchi contrasti non c'era più una cosa giusta avevi perso il tuo calore ed io la febbre di conquista. Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore dall'alba chiara finché il giorno muore ti amo ancora sai ti amo. So tutto delle tue magie e tu della mia intimità sapevo delle tue bugie tu delle mie tristi viltà. So che hai avuto degli amanti bisogna pur passare il tempo bisogna pur che il corpo esulti ma c'é voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti. Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore dall'alba chiara finché il giorno muore ti amo ancora sai ti amo. Il tempo passa e ci scoraggia tormenti sulla nostra via ma dimmi c'é peggior insidia che amarsi con monotonia. Adesso piangi molto dopo io mi dispero con ritardo non abbiamo più misteri si lascia meno fare al caso scendiamo a patti con la terra però é la stessa dolce guerra.


Il percorso artistico di Brel inizia da giovane quando, lasciata la famiglia a Bruxelles (vi nasce nel 1929), cerca di sbarcare il lunario esibendosi nei vari locali parigini. Le canzoni di sua composizione, romantiche (spesso malinconiche), immediate, spesso crude e caratterizzate da vere e proprie punture satiriche, spiazzano dapprima il pubblico che si dimostra palesemente ostile, specialmente nei confronti di uno "straniero".Nel recensire un suo spettacolo , un giornalista non manca di fargli notare che "ci sono ottimi treni per Bruxelles". I veri intenditori , fortunatamente , gli offrono occasioni importanti permettendogli di incidere i suoi primi dischi. Anche Juliette Gréco registra un brano di Jacques Brel"Le diable". Nei suoi testi si fa sempre più insinuante l'affannosa e disarmante ricerca della verità assoluta, quella che, mai come oggi, risulta poco compatibile alle logiche del mercato e della persuasione televisiva; quasi legittimamente indegna di essere detta e cantata. Jacques Brel, spinto dal bisogno estremo di andare contro le assolute e assodate convenzioni, assume via via caratteri personali propri, fino a sfumare poi in un esistenzialismo umanistico alla Camus (che Brel reputa "cristiano di spirito"). Questo aspetto segna la sua profonda critica alle abitudini degli uomini verso il senso religioso; emblematica questa sua dichiarazione: "lo detesto la carità. Passo il mio tempo a farla semplicemente perché sono troppo debole per imporre la giustizia". La sua fama cresce in modo smisurato, tantochè, dopo il suo primo occasionale trionfo all'Olympià (Marlene Dietrich dà forfait all'improvviso), Brel calca i palcoscenici di mezzo mondo: Europa, Unione Sovietica, Siberia e Caucaso compresi, l'Africa ,l'Asia, l'America. Nel '65 il suo primo concerto alla Carnegie Hall, dove per vederlo entrano 3800 spettatori ma ottomila restano fuori dai cancelli, è così commentato da un critico newyorkese: "Un avvenimento che segna non solo l'inizio di una nuova era per la canzone moderna, ma anche l'avvento di una tecnica inedita nell'esercizio del mestiere di interprete". E Robert Alden sul "New York Times: "Anche gli spettatori che non sanno una parola di francese hanno capito e interpretato ciò che Brel aveva da dire. Brel non predica con le canzoni. Le vive usando le sue mani grandi, il corpo agile, le braccia espressive. La sua voce potente e persino le gambe hanno malizia e humour". Tanto entusiasmo, curiosamente, non è condiviso in Italia, dove Brel non è mai stato lanciato né in teatro, né sul mercato discografico (perché è di mercato che si tratta). Il debito con lui, evidentemente, lo abbiamo pagato a posteriori, attraverso l'influenza che ha esercitato sui nostri più significativi cantautori; per cui, affezionatosi a questi, il pubblico italiano ha rimosso l'esistenza dei loro modelli originali, soprattutto se francesi. L'influsso di Brel è vivo ancora oggi e porta la sua cifra in Gino Paoli, Luigi Tenco, Gaber, Endrigo, Lauzi, De André, Guccini, Vecchioni e molti altri. E' il 1966 quando Brel lascia tutti a bocca aperta scegliendo inatteso il silenzio: a partire dall'anno dopo non canterà più in pubblico. Ecco alcune delle sue spiegazioni: "C'est tout. Ho bisogno di essere coerente e onesto con me stesso. Ho bisogno di libertà". Al giornalista Robert Malat chiarirà: "Non è normale cantare in pubblico. E' normale cantare in bagno perché si è felici, perché si è soli, ma in pubblico no. Quando cantavo morivo di fifa. Se avevo due matinée e una serata, vomitavo tre volte. Era atroce! Ma quando un uomo non ha paura prima di andare a letto con una donna, vuol dire che non l'ama. Con la canzone è la stessa cosa". Ai giornalisti Anne Manson e Michel Dunois : "Mi sentivo diventare il funzionario di un meccanismo, e questo non lo sopporto". Duilio Del Prete (Artista e primo traduttore di Jacques Brel in Italia), disse dell'amico Jacques Brel: "Non poteva più eccellere in una civiltà dove la creatività è condizionata dall'industria culturale e dal mercato di massa. Posso dire, ora, che aveva ragione. Il troppo stroppia." (Tratto liberamente dal volume: Jacques Brel; di Enrico De Angelis - ARCANA editrice-Milano)
di Gilgamesh at 18:38:50 8 Commenti